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79° Anniversario della liberazione dal nazifascismo. Omaggio al monumento ai caduti di tutte le guerre presso il Consolato d’Italia a Basilea.

In occasione del 79° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il Consolato d’Italia a Basilea, insieme ad alcuni rappresentanti della collettività e al Parroco di SanPioX, P. Michele de Salvia, ha reso omaggio al Monumento ai caduti di tutte le guerre ospitato nel giardino della Sede – con la deposizione di una corona di alloro.

Nel suo indirizzo di saluto, la Console Benedetta Romagnoli ha ringraziato i partecipanti per la loro presenza in questa giornata di memoria e di consapevolezza. Citando un’intervista rilasciata ieri dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani al Messaggero, la Console ha sottolineato come in occasione del 25 aprile la Farnesina intenda celebrare la libertà, insieme ai valori costituzionali su cui si fonda la vita democratica del Paese.

I partecipanti si sono uniti in raccoglimento per un minuto di silenzio: il Consolato d’Italia a Basilea, infatti, è l’unica Sede della rete diplomatico-consolare italiana in Svizzera ad ospitare, al suo interno, un Monumento ai caduti. Per questo, la Console Romagnoli ha voluto sottolineare l’importanza di rendere omaggio alle donne e agli uomini che hanno dato la vita per i valori fondanti della nostra Costituzione.

Il Parroco di SanPioX, Padre Michele de Salvia, ha voluto condividere con tutti i presenti una preghiera per la pace. L’attuale congiuntura internazionale, ha detto il Parroco, ci impone momenti di riflessione ed azioni concrete per costruire la pace: in famiglia, tra amici, sul posto di lavoro e nel mondo associativo.

A conclusione della cerimonia, la Console ha ripreso il discorso che, oggi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato a Civitella in Val di Chiana, in Toscana, alla presenza del Ministro della Difesa Guido Crosetto: “Il 25 aprile è per l’Italia una ricorrenza fondante: la festa della pace, della libertà ritrovata e del ritorno nel novero delle nazioni democratiche. Quella pace e quella libertà che – trovando radici nella resistenza di un popolo contro la barbarie nazifascista – hanno prodotto la Costituzione repubblicana, in cui tutti possono riconoscersi, e che rappresenta garanzia democratica e di giustizia, di saldo diniego di ogni forma o principio di autoritarismo o totalitarismo”.