Nell’ambito della campagna “A Touch Of Italy” per la promozione del Made In Italy nel 2026, l’ICE di Berna e Magazine zum Globus AG – uno dei più rinomati player della grande distribuzione elvetica – hanno lanciato la seconda wave del progetto GDO con due kick-off event svoltisi il 15 e 17 settembre nei punti vendita di Basilea e Ginevra. Questi incontri, organizzati per consolidare l’unione tra la grande distribuzione svizzera e l’autenticità dei prodotti italiani, hanno visto la partecipazione della Console Generale d’Italia a Ginevra, Nicoletta Piccirillo e la Console d’Italia a Eugenia Tiziana Berti, della rappresentante della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera e delle direttrici generali dei rispettivi store.
L’accordo punta a massimizzare la diffusione del Made in Italy attraverso una strategia omnichannel che coinvolge canali fisici, digitali e social della catena oltreché sensibilizzare maggiormente il consumatore locale rispetto ai prodotti agroalimentari italiani.
La promozione si articola in tre fasi distinte (Wave), ciascuna della durata di due settimane: la prima ad aprile, la seconda a metà settembre e l’ultima prevista per inizio novembre durante la quale verranno allestite aree dedicate all’esposizione e alla vendita dei prodotti italiani nei nove punti vendita Globus coinvolti.
I dati di mercato dei primi sette mesi del 2026 confermano il trend positivo del biennio precedente. Secondo le Dogane Svizzere, le importazioni di prodotti agroalimentari dall’Italia sono cresciute dell’1,7% (rispetto allo stesso periodo del 2025), raggiungendo il valore di 1,44 miliardi di Euro e una quota di mercato del 15,1%. L’Italia si consolida così, per il terzo anno consecutivo, come secondo fornitore agroalimentare della Svizzera, preceduta solo dalla Germania. Nello stesso periodo si registra inoltre una flessione nelle importazioni
dai due principali concorrenti dell’Italia, Germania e Francia. Nei primi sette mesi del 2026, le importazioni svizzere dall’Italia dei prodotti della “seconda wave” — nello specifico caffè, prodotti da forno, conserve, sughi, oli, aceto balsamico, marmellate e pasta — sono cresciute del 2,5%, raggiungendo un valore di circa 335 milioni di euro. Un risultato che conferma il Bel Paese come primo fornitore della Svizzera, davanti a Germania, Brasile, Colombia e Francia.
Fonte: Ufficio ICE di Berna